Non lasciando indietro nessuno

Davanti alla crisi economica e di valori che stiamo vivendo, anche le amministrazioni locali devono mettere in atto quanto in loro potere per facilitare un ambiente urbano sociale organizzato in ottica di ottimizzazione della qualità della vita, collettiva e dei singoli. 

A maggior ragione ora, che COVID-19 ci ha dimostrando come le nostre vite possano cambiare radicalmente in poco tempo, dobbiamo tornare a prestare attenzione a tutto ciò che ci circonda e a produrre processi di cambiamento basati sulla cura dei luoghi e delle persone che li vivono.

Perseguire una buona vita

Promuovere il benessere delle persone e della collettività, attraverso una rete di servizi alla persona, che migliori i livelli già raggiunti e consolidi il reddito dei singoli cittadini e che consideri la salute non solo assenza di malattia, ma risorsa quotidiana, un atteggiamento attivo che si appoggia su potenzialità personali e sociali per conseguire uno stato di benessere fisico, mentale e sociale.

Tutelare la salute pubblica sul territorio, contribuendo con la Provincia alla definizione di piani sanità che mettano in atto strutture in grado di fare da filtro e ridurre il ricorso agli ospedali ai soli casi urgenti e complicati, perché Covid19 ha drammaticamente messo in evidenza le pecche di un sistema sanitario pubblico provato pesantemente dalla riduzione continua di risorse umane ed economiche, che ha colpito le strutture ospedaliere, ma che ha anche drasticamente ridotto la medicina del territorio. 

Promuovere, presso la Provincia con l’utilizzo di fondi europei, la creazione di un centro di telemedicina nel capoluogo, che consenta diagnosi esatte e precoci ai cittadini dei paesi montani.

Valorizzare il “mercato a chilometro zero”, facilitando in entrata le merci dei produttori più vicini e in uscita la reperibilità dei generi di prima necessità all’interno del quartiere.

Garantire la sicurezza della presenza di strutture educative, dal nido rionale alla scuola primaria di quartiere, pubbliche e non private od esternalizzate e la presenza di luoghi e tempi per percorsi integrati socio-sanitari che favoriscano l’inserimento sociale, scolastico, lavorativo di persone con difficoltà temporanee o disabilità di varia natura, adeguando le strutture pubbliche alle loro necessità.

Favorire la promozione dell’invecchiamento attivo attraverso adeguate soluzioni dell’arredo urbano e progetti che permettano di contribuire, a chi si sente di poter partecipare, alla gestione a titolo gratuito dei “beni comuni”.

Realizzare strutture di reciproco aiuto e di luoghi d’incontro e socializzazione, prevedendo anche l’utilizzo sociale dei parchi urbani già esistenti (il parco dell’area fluviale, il parco del Bondone, il Doss Trento, la rete dei “verdi di quartiere”,…).

Far ripartire il lavoro

Affrontare il problema della disoccupazione, che può portare a forme di emarginazione ed isolamento economico e psicologico, ricordando che il lavoro è il principale strumento per la conquista e la conservazione della dignità e del benessere individuale e sociale.

Ampliare le opportunità di assunzione nei servizi comunali e promuoverle presso enti e realtà del privato sociale con cui il Comune interagisce, introducendo strumenti di accompagnamento e di sostegno all’integrazione. 

Creare nuovi posti di lavoro, occupandosi direttamente, in modo sostenibile, della cura dei beni comuni, dalla manutenzione del territorio fino alla salute e alla conoscenza, e progettando, attraverso la promozione delle eccellenze del territorio, una conversione ecologica dell’economia, per la produzione di quei beni che migliorano la qualità della vita di tutti.  

Sfruttare al meglio i numerosi studi di Università e Festival dell’Economia sui drastici cambiamenti nel mondo economico ed occupazionale, risultato locale di mutazioni globali come il commercio online e la delocalizzazione di interi comparti, guardando ad esempi di eccellenza europei per:

  1. incrementare le produzioni ad alto contenuto tecnologico, promuovendo la riqualificazione della forza lavoro attuale e favorendo l’apertura di nuove imprese o il rinnovamento delle attuali
  2. favorire una programmazione a lungo raggio, creando una task-force di esperti con l’incarico di analizzare i mutamenti avvenuti negli ultimi dieci anni nel mondo occupazionale, produttivo e del commercio di Trento e mettere a punto un progetto di lungo periodo che preveda i possibili cambiamenti economici e sociali e individui i modelli di sviluppo da seguire;
  3. incentivare l’apertura di asili nei luoghi di lavoro o nei luoghi limitrofi e promuovere la flessibilità oraria e lo smart working per consentire di accudire i figli e/o familiari bisognosi, senza obbligare alla scelta tra carriera e formazione serena di una famiglia.

Garantire la sicurezza

Rendere vive e vissute le zone difficili, operando sulla fiscalità per gli esercizi commerciali e sulla concessione di spazi pubblici, per aree di socializzazione; creando servizi di trasporto pubblico notturni sicuri, presidi sociali di quartiere, servizi di strada, centri di ascolto e di aiuto per le vittime di violenza e di reati; ripopolando con iniziative culturali ed inclusive le zone più difficili della città, in coordinamento con le forze dell’ordine.

Trovare la soluzione condivisa per una città attiva, che superi il concetto di movida con quello di eventi culturali, creando un canale di comunicazione, mediato dalla Circoscrizione, tra studenti, proprietari dei locali e cittadine/i.

Strutturare luoghi fisici e temporali per favorire eventi anche combinati tra forme espressive diverse in ottica del “fare cultura” e l’esibizione di band locali, proponendo mensilmente eventi cittadini distribuiti e di piccole dimensioni, anche valorizzando la Giornata Mondiale della Musica. 

Creare un Forum permanente formato da istituzioni, cittadine/i e rappresentanti giovanili, installando così un dialogo continuo, per trovare soluzioni condivise.

Promuovere l’inclusione

Prestare la massima attenzione alla convivenza e integrazione di comunità di diversa lingua, cultura, religione, etnia, costruendo politiche di cittadinanza e di integrazione che richiamino il rispetto delle regole, valorizzando le differenze.

Raccogliere dati statistici delle presenze sul territorio, considerando sia il fenomeno dei movimenti migratori, sia quello dei senzatetto;

Accelerare la revisione della concessione della residenza, per portarla dagli attuali 12 mesi ai 4 previsti dalle norme nazionali;

Garantire un tetto per tutti, ovvero un luogo dove preservare salute, dignità e affetti, passando dai posti letto di emergenza e prima accoglienza alla rete di ostelli e appartamenti a prezzo calmierato; creando dei piani di comparto per il recupero degli immobili in disuso, pubblici e non, in modo da implementare l’approccio “housing-first”.

Promuovere percorsi formativi e culturali, raggiungendo attraverso lo scambio rispettoso di culture e vissuti, e l’apprendimento della lingua italiana fondamentale per un reale inserimento nella comunità, la massima integrazione, su solide basi di  convivenza civile.

Creare un fondo per l’integrazione, che sopperisca ai tagli provinciali e sostenga la ripresa delle attività per l’integrazione e l’inclusione.

Affrontare le discriminazioni

Prevenire e contrastare le discriminazioni, coordinando tutte le istituzioni e le associazioni che si occupano di questo importante aspetto.

Adottare il bilancio di genere secondo quanto prevede la LP 13/2012 “Promozione della parità di trattamento e della cultura delle pari opportunità  tra donne e uomini”, per facilitare l’adozione di misure antidiscriminatorie.

Verificare e valutare l’impatto delle politiche pubbliche sulla relazione tra i generi, cioè sulla vita delle cittadine e dei cittadini, promuovendo uno sviluppo umano e sociale paritario tra i generi, rispettoso del principio di uguaglianza previsto dagli artt.3, 51, 2, 117 della Costituzione italiana. 


Promuovere, sul piano locale, politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone LGBTQ, tra cui il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, contribuendo nei fatti a creare un clima sociale di rispetto e di confronto libero da pregiudizi, presupposto per la costruzione di una compiuta cittadinanza.


Coordinare azioni di informazione, formazione e iniziative culturali e sociali, per sensibilizzare la cittadinanza e contrastare il dilagare dell’omofobia anche nella nostra città.


Prevedere la realizzazione di abitazioni rifugio per giovani maltrattati o cacciati di casa perché omosessuali e di soluzioni cohousing per persone della comunità LGTB anziane e sole.


Promuovere formazione contro le discriminazioni di genere, per creare nei futuri adulti una solida base per relazioni corrette e consapevoli, con l’obiettivo di far diminuire le violenze.


Realizzare politiche ed azioni istituzionali per garantire pari opportunità  tra donne e uomini, contrastando le discriminazioni di genere, verso una democrazia compiuta.


Applicare la Convenzione di Istanbul e favorire la partecipazione alla vita lavorativa delle donne, anche aprendo nuovi asili nido e scuole dell’infanzia a gestione pubblica.


Adottare l’uso del genere nel linguaggio amministrativo.

        

Foto di copertina: Mercatino dei Gaudenti in Piazza Dante – di Niccolò Caranti (CC BY-NC 2.0)