TUTELANDO LA BELLEZZA DEL COSTRUITO E DEL PAESAGGIO


Si parla oggi di città compatta, ci sono interessanti esperimenti che riguardano la costruzione di nuovi quartieri di grandi città, ma Trento è una medio-piccola città con un’urbanizzazione di secoli, con un centro storico che è stato “città compatta”. Ricompattare la città significa dunque ricomporre il quadro complessivo del rapporto tra ambiente naturale e ambiente antropizzato. Le forme storiche della città sono un valore ereditato che deve essere trasmesso, dopo una ristrutturazione capillare del tessuto urbano che riqualifichi tutte le parti di territorio “a risulta”.

Fermare il consumo di suolo

Dare una nuova destinazione agli edifici pubblici abbandonati da anni (come l’ex ostello, l’edificio delle vecchie poste, l’ex centro di medicina social, …), formulando una proposta politica che ne contrasti il sottoutilizzo o l’uso distorto. 

Intervenire per limitare il numero di case sfitte e controllare gli affitti in nero, abbattendo in questo modo il costo sociale che deriva dal mancato utilizzo di parti del territorio che hanno richiesto elevati costi di urbanizzazione e facilitando la ricerca di case anche a chi ha meno disponibilità economiche. 

Controllare il rapporto tra superfici di vendita in centri commerciali e abitanti, evitando che sia sovradimensionato e si traduca in costi collettivi per opere di servizio sopra e sotto il piano di campagna e manufatti.

Limitare nuove cementificazioni e spingere per il riuso dell’esistente, rilanciando i piani pubblici di comparto, nei luoghi di particolare interesse storico, limitando i contributi per l’acquisto del nuovo e incentivando le ristrutturazioni a risparmio energetico, prevedendo sgravi del 50% sugli oneri di urbanizzazione per le riqualificazioni CasaClima, riproponendo la cooperazione indivisa. 

Agire per socialità e ambiente

Creare un’offerta sociale di appartamenti a volumetria differenziata, in parte già esistenti che rispondano alle variegate tipologie di richiesta (giovani coppie, studenti, famiglie con figli, aggregazioni di sussistenza, …), diventando abitazione temporanea, a rotazione, legata alle esigenze che cambiano.

Prevedere un fondo comunale per la morosità incolpevole, per sostenere le situazioni di bisogno.

Costruire una visione organica per la destinazione di possibili edifici universitari, dentro il contesto urbano, evitando la concentrazione in zone periferiche, per consolidare il rapporto studenti e città.

Destinare le aree libera da costruzioni ad aree di socializzazione, creando attrezzature di servizio, orti urbani, spazi di gioco, spazi di aggregazione. 

Intervenire sull’arredo urbano per migliorare esteticamente l’ambiente cittadino, rispettando la necessità di abbattere le temperature e limitare gli agenti inquinanti. 

Costituire un’Agenzia per la verifica continua della perdita energetica nelle strutture pubbliche e private, fornendole la possibilità di intervenire direttamente nella riqualificazione degli immobili pubblici e di fornire consulenza per gli immobili privati.

Foto di copertina: Santa Chiara Station, Trento – di Adam Sporka (CC BY-NC 2.0)